Che cos’è l’amor?….eh! A saperlo!

“Sono un eterno romantico e l’ultimo dei principi azzurri…..
… permettemi questo post!”
Che cos’è l’amor? Vincicio Capossela me lo chiedeva dalla mia radio questo pomeriggio. E lo chiede proprio a me? Che cos’è l’amor? Per dirla tutta me lo chiedo da 26 anni senza avere ottenuto un minimo di riposta. Però anche oggi ho incontrato l’ennesima persona che come è alla ricerca dell’esito a questo cruccio che affanna, turbina, torcina finanche poeti e cantautori. Se sono anche sommi dottori a chiedersi che cos’è l’amor, allora significa che il cuore non ha rimbecillito solo me! Che cos’è l’amor? Provo a dare una risposta, la mia personalissima risposta. Sono le dita che ticchettano il volante quando sei in coda e due minuti fa dovevi essere già da lei. Sono quei due minuti che sei già lì ad aspettarla: sono ore di attesa, che in realtà sono solo pochi secondi lunghi appena 60 minuti ciascuno. E’ aver fatto tardi anche questa notte. E’ il ”che mi metto stasera?”, quel dubbio su cosa indossare per sembrarle sobrio con stile, casual con eleganza. E’ una perdita di tempo sublime quando davanti lo specchio dai un’altra sistemata ai capelli. E’ il modo con cui guardi la tua amata e ti accorgi che non assomiglia più a nessuno da quando dici che l’ami. E’ la spazzola che passa tra i suoi capelli e tu resti lì ipnotizzato a guardarla sullo sgabello del bagno. E’ l’odore per casa che è rimasto da quando lei è uscita. E’ la tazzina sporca del caffè nel lavandino e la firma del rossetto sul bordo. E’ un minuto felice in una di quelle toste giornate in ufficio. E’ un messaggio, una parola o l’ennesima mail che leggi al mattino appena sveglio. E’ un fiocco, una foto, una cartuscella che è passata per le sue mani. E’ lo sguardo fuori dalla finestra quando fuori piove. Sono gli spaghetti scotti, perché stai imparando a cucinare. Sono gli spaghetti al dente quando finalmente hai imparato a cucinare per farle piacere. Sono i discorsi seri a cena ma serio non riesci mai ad esserlo, perché ti viene da ridere anche durante un funerale. Sono quelle risate sceme quando hai finito i discorsi. Sono i discorsi finiti ma “basta che sono qui con te!” Sono quei momenti in cui per caso e per sbaglio incroci il suo sguardo: l’aria è rarefatta, il respiro è fermo, la bocca è muta…silenzio…moviola di un attimo spettacolare, il big ben che ha creato l’universo in un secondo. E’ quel sorriso che tiri fuori quando cammini per strada, saltellando così…senza motivo. Sono le campane che senti ad ogni suo passo. Sono le labbra morse quando ti fa girare le scatole. E’ il primo giorno libero dagli impegni. Come risposta al cruccio odierno aggiungo anche l’amore è una medaglia con due volti. E’ è la cosa peggiore che mi potesse capitare tante le sportellate che ho preso. Quante lacrime e quante bestemmie: pulsano ancora le mie meningi al solo pensarci. Ora credo invece che ognuno debba soffrire per amore. Credo che ognuno, dopo aver sofferto, debba guardare le proprie ferite ed insegnarle a qualcunaltro. Senza le storte e botte che ho ricevuto finora non sarei qui a sorridere scrivendo queste righe. Una risposta all’affannoso quesito non l’ho data ne sono convinto, non basterebbero nemmeno l’intera discografia di Baglioni, le osanne di Dante alla sua Beatrice e le opre di Pablo Neruda. L’amore è in fondo lo schiaffo che fa piangere di gioia. Vinicio questo pomeriggio ha avuto ragione: l’amore…anzi l’amor ”è un sasso nella scarpa che punge il passo lento di bolero!”
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ilrotoversi.comilrotoversi.comTU SAI DELL’AMORE?
…è il peccato originale,l’amore…
Che cosa?
Che cos’è l’amore?
L’equilibrio perfetto dei sensi.
L’abbraccio alla vita per sostenerci dai forti pianti.
Il caldo appassire di un bianco sperma.
L’ultimo sforzo per spezzarci dal cordone ombelicale.
Sotto il cuscino per respirare.
Sotto il cuscino in caduta libera nei sogni.
La parola amore è pesante
e scava fra le rughe tortuose
appiccicate addosso.
Tu sai dell’amore?
Sai quante cose dell’amore?
Quello vero torna sempre a casa.
Quello fragile è abile e disperato.
Tu padre, tu madre e noi figli dell’amore nutrito.
Il primo amore è sempre il più carico di zucchero.
Il secondo, è un introdotto necessario.
Il terzo, fuoco costante sul comodino accanto al letto.
E poi il disordine,
Lo scivolo dei tuoi ricordi,
Il carbone della scelta
Che faceva di te un grande incontro,
Un grande amore.
La parola amore è una scoperta
E fin dal primo schiocco di sguardo
Capisci che il suo viso è il tuo viso.
La stessa immagine accoccolata
In cioccolata.
Cosa vuoi imparare?
Io voglio imparare tutto dall’amore!
L’amore è un passo dolce e musicale.
La paura di perdersi spalancando gli occhi della morte.
Sotto gli alberi sgocciolanti, l’amore è venuto a cercarti.
L’amore interiore è tutto.
Quello esteriore non ha nessun valore.
Ognuno sta inseguendo la strada giusta,
Il confine pieno di amore,
Un cancello verso l’alto.
Alla fine dei giorni,
Come petali discesi nel vuoto,
Come carne viva salita nel dolore
E nel ramo di chiodi bestiali
Noi, vediamo amore?
Io credo di si.
Credo sia così intenso,
Così intrepido nei cuori e nei palpiti
Da rendere l’aria tremula.
Tu sai dell’amore?
Qualcosa di troppo sentitamente intimo.
Come se fosse la storia della propria vita,
Luci altre luci,
Sere dopo sere…
Pazienti ed impazienti ma in saliva.
©2010
di Maurizio Spagna
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L’ideatore creativo,
paroliere, scrittore e poeta al leggìo-